Non cedi i tuoi segreti più intimi per 20 centesimi di sconto sul latte

Ogni volta che ti avvicini alla cassa del supermercato, compi lo stesso gesto quasi meccanico: estrai la tessera di plastica colorata o scansiona il codice a barre sullo schermo del telefono. Il registratore di cassa emette un suono e sul display appare la scritta magica: “Hai risparmiato 1,45 euro”. Esci dalla porta sentendoti un vincitore, qualcuno che ha imbrogliato il sistema. Ma la verità reale e cinica è una sola: non hai risparmiato nulla. Hai appena venduto per pochi spiccioli le informazioni più intime sulla tua salute, sui tuoi problemi finanziari e sulle tue debolezze psicologiche. Benvenuto nel capitalismo della sorveglianza, dove il tuo carrello della spesa diventerà domani un premio dell’assicurazione sanitaria maggiorato.

Il tuo carrello sotto la lente d’ingrandimento: cosa vedono davvero gli algoritmi?

Immagina una tipica spesa del venerdì sera. Compri il latte (risparmiando 20 centesimi con la tessera), una pizza surgelata, qualche bottiglia di birra e, in farmacia – che appartiene alla stessa catena o a un partner – acquisti farmaci per il bruciore di stomaco o antidolorifici.

Ti sembra di aver comprato solo cibo e beni essenziali per il fine settimana. Ma per i supercomputer dei supermercati e gli algoritmi di intelligenza artificiale, questo singolo acquisto disegna un profilo psicologico e fisico dettagliato e spaventoso:

  • Ritmo di vita e livello di stress: L’ora tarda della spesa e la scelta di cibo veloce, processato (pizza surgelata) segnalano mancanza di tempo, affaticamento e alti livelli di stress.
  • Stato emotivo: La tendenza ai carboidrati veloci e all’alcool è un classico indicatore di alimentazione emotiva e di scarico dello stress, che gli algoritmi riconoscono perfettamente.
  • Dati sanitari: Collegando il carrello della spesa con i dati della farmacia, il sistema registra istantaneamente le tue diagnosi: problemi digestivi nascenti, sindromi dolorose o disturbi del sonno.

Diventi un libro aperto. La corporazione sa ora quando sei vulnerabile e quali sono le tue dipendenze o malattie in formazione. E il prezzo di queste informazioni sono stati solo pochi centesimi di sconto.

L’illusione dello sconto: perché i prodotti senza tessera sono follemente costosi?

Probabilmente avrai notato che, al giorno d’oggi, fare la spesa al supermercato senza una tessera fedeltà è diventato praticamente impossibile. I prezzi base dei prodotti sono artificialmente ed esageratamente gonfiati (ad esempio, il burro senza tessera costa 3 euro, con la tessera 1,80 euro), e il prezzo di mercato “reale” si applica solo ai possessori della tessera.

Questa non è una promozione. È un ricatto legale.

I monopoli della distribuzione sanno benissimo che se chiedessero a una persona di compilare un questionario di 50 pagine sulle sue abitudini alimentari, sul consumo di alcol, sull’età dei figli e sulle malattie, quella persona li manderebbe a quel paese. Usano quindi l’esca dello “sconto”. Gonfiando artificialmente i prezzi, ti costringono a cedere volontariamente i tuoi dati in cambio della possibilità di comprare cibo a un prezzo normale. È il modello di raccolta dati personali più economico, ma più efficace, della storia.

Capitalismo della sorveglianza: dove vanno a finire le tue malattie e i tuoi segreti?

Per molto tempo si è creduto ingenuamente che questi dati venissero usati solo per inviarti un SMS promozionale su offerte di wurstel. Sfortunatamente, siamo entrati in una fase molto più pericolosa del capitalismo della sorveglianza (in inglese, surveillance capitalism).

Le corporazioni hanno capito che il database stesso è più prezioso dei beni che vendono. Le informazioni raccolte attraverso tessere integrate di negozi, farmacie e distributori di carburante vengono trasformate in enormi quantità di dati.

Come vengono usati contro di te?

  • Aumento algoritmico dei prezzi (Dynamic Pricing): Se gli algoritmi vedono che sei fedele a un marchio costoso e le tue entrate (a giudicare dal carrello complessivo) sono alte, potresti vedere prezzi più alti nello spazio digitale. I sistemi sanno quanto puoi permetterti di pagare.
  • Manipolazione delle debolezze: Se stai cercando di smettere di bere, di fumare o di eliminare lo zucchero, l’algoritmo se ne accorgerà (certi acquisti spariranno). Poiché la corporazione ha bisogno dei tuoi soldi, proprio quando sarai più vulnerabile (ad esempio, un venerdì sera dopo una dura settimana di lavoro), sul tuo telefono arriverà un “offerta personale” con uno sconto del 40% sul tuo vecchio vizio. Questa è manipolazione psicologica diretta.
  • Pizzo delle assicurazioni: Questo è lo scenario peggiore, che sta lentamente diventando una realtà nel mondo occidentale e, di conseguenza, anche in Italia. I broker di dati raccolgono profili di consumo anonimizzati, ma facilmente rintracciabili, e li vendono alle compagnie assicurative. Quando tenterai di sottoscrivere un’assicurazione sanitaria o sulla vita privata, il tuo premio potrebbe essere significativamente più alto, perché la tua tessera fedeltà ha già “raccontato” all’assicuratore del tuo amore per il cibo grasso, lo stile di vita sedentario e le visite regolari in farmacia. Ai fini del sistema, diventi un cliente “ad alto rischio”.

Conclusione: siamo diventati noi stessi merce

È ora di dire addio all’ingenuità. Non esistono pranzi gratuiti, e i supermercati non sono organizzazioni benefiche che distribuiscono centesimi per pura bontà. La tessera fedeltà è il tuo dispositivo di tracciamento personale, che porti volontariamente nel tuo portafoglio.

Per l’illusoria somma di qualche euro di risparmio al mese, cediamo alle corporazioni le chiavi della nostra psicologia, della nostra storia sanitaria e della nostra sicurezza finanziaria futura. Pensiamo di comprare cibo, ma in realtà veniamo venduti noi stessi nei database del sistema.

In questo articolo scoprirai come revocare l’autorizzazione alla raccolta dati e rinunciare alle tessere sconto: una guida GDPR di 10 minuti che i supermercati non vogliono tu veda.

Sofia Rossi
Sofia Rossi

Ciao! Sono Sofia, appassionata di interior design e organizzazione creativa. Scrivo per aiutarti a trasformare la tua casa in un rifugio accogliente con soluzioni semplici ed economiche. Amo testare personalmente ogni "lifehack" prima di condividerlo, perché credo che la praticità sia la chiave della felicità domestica.

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