In un periodo di aumenti record delle bollette, l’idea di riscaldare solo una stanza per risparmiare sembra allettante. Chiudere i termosifoni negli altri locali per “vivere” in un unico spazio è un pensiero comune, ma gli esperti mettono in guardia: questa strategia potrebbe costarti cara, ben più di quanto immagini.
Sebbene l’istinto dica che scaldare meno metri quadri debba equivalere a bollette più leggere, la fisica degli edifici ha delle dinamiche ben precise che rendono questa scelta controproducente. Ecco perché dovresti ripensarci seriamente.
Il trasferimento di calore che non puoi fermare
Anche se spegni completamente il termosifone in una stanza adiacente, questa non diventerà mai un gelido cubo di ghiaccio. Il calore, infatti, migra naturalmente dagli ambienti caldi a quelli freddi attraverso le pareti interne, che nella maggior parte dei casi non sono isolate.
- Risultato: il tuo impianto di riscaldamento lavora di più, cercando non solo di scaldare lo spazio in cui ti trovi, ma anche di compensare le perdite di calore verso le zone non riscaldate.
- Efficienza: scaldare un ambiente attraverso una parete è molto meno efficace e più dispendioso che mantenere una temperatura minima direttamente con il termosifone.
La matematica della muffa: il punto di rugiada
Questo è uno dei rischi maggiori, specialmente in climi come quello italiano, con inverni spesso umidi. Quando vivi in una stanza, respirando, cucinando o asciugando i panni, l’umidità nell’aria aumenta. L’aria calda e umida è mobile: aprendo la porta, si sposta facilmente nell’ambiente non riscaldato.
- Cosa succede? Le pareti e i vetri della stanza non riscaldata sono freddi. Quando l’aria calda e umida incontra queste superfici fredde, si raffredda e non può più trattenere l’umidità. Si verifica così la condensazione: l’acqua si trasforma in goccioline.
- Conseguenze: Pareti costantemente umide, specialmente negli angoli e dietro i mobili, diventano il terreno ideale per la formazione di muffa. Eliminare la muffa e riparare i danni può costare molto più di quanto avresti risparmiato sul riscaldamento.
Danneggiamento delle strutture dell’edificio
Se la temperatura in una stanza non riscaldata scende troppo, a risentirne può essere l’edificio stesso. Le forti escursioni termiche tra le stanze creano tensioni nelle strutture e possono portare alla formazione di microfessure nell’intonaco. Inoltre, “riscaldare” ex novo pareti completamente fredde richiede un dispendio energetico enorme, ben superiore al semplice mantenimento di una temperatura minima.
Cosa fare invece? La raccomandazione degli esperti
Invece di spegnere completamente il riscaldamento in alcune aree, adotta la strategia del “zonamento termico”:
- Zone giorno: mantieni una temperatura confortevole tra i 20-22°C.
- Camere da letto: per un sonno più salutare, una temperatura più fresca è ideale, quindi bastano 17-18°C.
- Stanze non utilizzate: non spegnere mai completamente il riscaldamento. Imposta il termostato su un valore minimo, intorno ai 15-16°C (spesso indicato con il simbolo della luna, del fiocco di neve o con la posizione 1-2 sul termostato). Questa è definita “temperatura antigelo” o di mantenimento, che protegge da muffa e condense senza sprecare energia.
- Ventilazione: è fondamentale arieggiare regolarmente anche le stanze non riscaldate, per permettere all’umidità in eccesso di uscire. Meglio farlo aprendo completamente le finestre per un breve periodo (5 minuti) creando corrente, piuttosto che lasciare micro-ventilazione aperta tutto il giorno.
In conclusione, il risparmio ottenuto spegnendo il riscaldamento in parte della casa è un’illusione rischiosa. Mantenere una temperatura minima in tutte le stanze è una scelta più sicura per la tua salute e per il tuo portafoglio nel lungo periodo.







